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Master-slave 2x1: raddoppia la potenza

Completata la costruzione di 6 quadri di rifasamento detuned MULTImatic FH20 speciali, destinati ad un grande impianto molitorio per la lavorazione dei cereali situato in Pakistan.

I quadri hanno, ciascuno, una potenza di 685kvar/415V e verranno utilizzati accoppiati in master-slave per realizzare tre sistemi di rifasamento da 1370kvar per i trafo MT/bt da 2500kVA che alimentano l’impianto.

L’impianto è caratterizzato dalla presenza di numerosi motori con inverter, e quindi le correnti avranno un contenuto armonico elevato. Ma grazie alle robuste induttanze di detuning a bordo dei MULTImatic FH20 (Fd=180Hz), non ci saranno problemi di sovraccarico sui condensatori né, tantomeno, di risonanza nelle maglie bt.

È interessante sottolineare che il regolatore RPC8BGA a bordo dei quadri MULTImatic espleta, oltre alle “classiche” funzioni di controllo e gestione del fattore di potenza, anche numerose funzioni avanzate di misura di parametri elettrici e del Power Quality (calcolo del THD della corrente e della tensione, rappresentazione grafica dei relativi istogrammi), remotabili a distanza con protocollo MODbus (su RS485 o via TCP/IP) oppure con protocollo Profibus. Il regolatore può essere connesso all’impianto anche nella configurazione con 3TA, ed in questo caso è di fatto un multimetro “aggiuntivo”. Aiuta, inoltre, nella conduzione del rifasatore monitorando le ore di funzionamento ed emettendo dei warning che richiamano all’effettuazione delle operazioni di manutenzione: una funzionalità importante per tenere il rifasatore sempre efficiente ed in perfetto ordine di marcia.

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ENERSOLVE: outdoor? No problem!

Gli impianti elettrici industriali hanno una propria vita, prima nascono e, di solito, poi crescono con sostanziali modifiche rispetto al progetto iniziale.

Le motivazioni possono essere molteplici:

  • L’azienda ha successo sul mercato e aumenta la produzione.
  • L’azienda aggiunge nuove linee di produzione o modifica quelle preesistenti per adattarle alle nuove esigenze di mercato.
  • Evoluzione normativa dell’impiantistica elettrica.
  • Evoluzione tecnologica dei macchinari o dei processi.
  • Introduzione di nuovi sistemi per ottimizzare l’impianto (Esempio: efficientamento energetico, generazione da fonti rinnovabili, miglioramento del Power Quality).

Talvolta quindi diventa necessario ammodernare/sostituire/ampliare le apparecchiature di potenza situate in cabina elettrica, dove raramente gli spazi sono abbondanti e non sempre permettono di accoglierne di nuove che, per loro natura, hanno pesi e dimensioni consistenti.

A volte si è costretti a rinunciare a interventi che sarebbero interessanti e proficui, semplicemente perché non c’è spazio sufficiente in cabina, oppure si devono programmare costosi lavori di ampliamento, magari con tempi lunghi, perdendo del tempo prezioso in termini di efficientamento e risparmio.

Il cliente è una grande lavanderia industriale specializzata nella sanificazione di abbigliamento da lavoro anche in ambito sanitario, tema di grande sensibilità e urgenza in questo particolare momento.

Per migliorare l’efficientamento energetico e il Power Quality del suo impianto è stata proposta e successivamente scelta un’apparecchiatura ENERSOLVE da 315kVA, ma in cabina non c’era spazio sufficiente. L’efficientamento energetico elettrico è una tecnologia relativamente recente e gli impianti già esistenti si trovano spesso senza alcuna predisposizione.

I tecnici Ortea hanno trovato una soluzione a questa criticità proponendo l’apparecchiatura in configurazione IP55 outdoor, dando la possibilità al cliente di installarla all’esterno della cabina sotto una tettoia.

In aggiunta, dato che il sistema di rifasamento era ormai obsoleto, l’apparecchiatura ENERSOLVE è stata dotata anche di un sistema di rifasamento automatico integrato da 70kvar, permettendone la sostituzione.

Tutto l’intervento usufruisce dei benefici economici dovuti alla fiscalità agevolata di Industria 4.0.

Tutta la gamma ENERSOLVE può essere dotata, come optional standard, di Sistema di rifasamento integrato ed è fornibile in configurazione IP54/55 sia indoor, per ambienti interni “difficili”, che outdoor per installazione in esterno.

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Trasformatore di isolamento: monitoraggio e massima sicurezza

Il trasformatore di isolamento è un elemento importante per il power quality di un impianto elettrico bt.

Installare un trasformatore di isolamento a monte della propria rete permette infatti di isolare galvanicamente tutto ciò che è collegato a valle del trasformatore da tutto ciò che sta a monte e, di conseguenza, di proteggerlo da disturbi provenienti dalla rete di distribuzione, in particolare sovratensioni transitorie e disturbi condotti.

I trasformatori di isolamento sono utilizzati per impianti di telecomunicazione, data center, applicazioni sensibili anche in termini di sicurezza per la collettività (basi militari ad esempio).

In casi in cui la continuità di funzionamento del trasformatore di isolamento è un fattore decisivo diventa rilevante il monitoraggio e, di conseguenza, la comunicazione delle grandezze che permettono di valutare il suo stato di “salute”.

L’esempio che segue è relativo ad un ente statale di un paese situato nella penisola arabica che ci ha richiesto una soluzione.

Abbiamo proposto e realizzato un’apparecchiatura equipaggiata con:

  • Strumento di misurazione e controllo di temperatura con funzioni di comunicazione.
  • Sonde per la lettura delle varie temperature interne al trasformatore e della temperatura ambiente.
  • Trasmissione dati con protocollo Modbus tramite porta RS485.
  • Protezione con interruttore automatico.
  • Monitoraggio funzionamento e stato ventole.

Questa soluzione permetterà al cliente di monitorare lo stato di funzionamento con immediate informazioni sullo stato di accessori e allarmi in caso di fenomeni fuori dai range di funzionamento del trasformatore.

Una soluzione di Ortea Spa per un cliente molto esigente!

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ODYSSEY: risposta iper-veloce

Procede a ritmo serrato la produzione di stabilizzatori statici modello ODYSSEY. Entrata in produzione ormai da qualche anno, la gamma di stabilizzatori statici modello ODYSSEY si sta affermando sul mercato mondiale grazie alle caratteristiche tecniche e alla qualità che da sempre contraddistingue i prodotti di ORTEA SpA.

Quando la velocità di risposta diventa un requisito indispensabile, per esempio computer, apparecchiature di laboratorio, banchi di misurazione, strumentazione medica, macchine a controllo numerico ecc., lo stabilizzatore statico è una scelta obbligata.

Gli stabilizzatori statici ODYSSEY sono disponibili per potenze da 80kVA a 4000kVA, con regolazione della tensione di ingresso ±15%, ±20%, ±25% e ±30%.

La compensazione della fluttuazione della tensione di ingresso viene gestita sfruttando la tecnologia a doppia conversione. Il sistema tradizionale di regolazione viene sostituito dai convertitori che generano la tensione necessaria quando il sistema di controllo rileva una variazione.

La caratteristica principale di tale configurazione è la velocità di risposta (<3 millisecondi), che garantisce la correzione in tempo reale e la stabilità della tensione fornita al carico.

La tecnologia a doppia conversione assicura anche l’isolamento da disturbi e distorsioni nella rete. Grazie ad adatti condensatori elettrolitici, è possibile realizzare macchine di potenza elevata.

Un display touch multilingue da 10“ posizionato sulla porta frontale funziona come interfaccia utente. Navigando nei menu disponibili, è possibile leggere le misure elettriche e regolare i parametri di impostazione.

L’interfaccia è dotata di una porta di comunicazione Ethernet che, tramite un “client” dedicato, consente il monitoraggio remoto (su richiesta). È anche possibile comunicare con la componente elettronica tramite bus seriale RS485 utilizzando il protocollo Modbus TCP/IP.

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Sirius Advance… semplicemente il top!

In fase di movimentazione, con destinazione reparto imballaggio, questa coppia di stabilizzatori di tensione modello Sirius Advance da 3200kVA ±20%, destinati a essere installati a valle dei trasformatori MT/bt nell’ambito di un progetto di distribuzione di energia elettrica con generazione da centrali idroelettriche situato in Ghana.

Sirius Advance aumenta notevolmente il #powerquality di un impianto in quanto unisce alla funzione di stabilizzatore di tensione anche quella di sistema di rifasamento, senza dimenticare che, in standard, è corredato dal kit protezione totale, che comprende: interruttore automatico in ingresso, commutatore di by-pass con interruttore automatico interbloccato e interruttore automatico motorizzato interbloccato in uscita. Il tutto in un’unica apparecchiatura!

Tutti dicono di saperli fare… Ortea li produce veramente!

Gli stabilizzatori di tensione modello SIRIUS ADVANCE, top di gamma, in standard sono disponibili a partire da 60kVA fino a 4000kVA e con regolazione ±15%, ±20%, ±25%, ±30%.

Il controllo e la stabilizzazione, eseguiti sul vero valore efficace delle tre tensioni di fase (true RMS), sono basati su microprocessore a due vie DSP sotto la supervisione di un microprocessore “bodyguard”, tutti con software sviluppato specificatamente per Ortea.

Il regolatore di tensione è di tipo colonnare con Sistema Ortea a rulli (senza contatti striscianti soggetti a usura elevata) ed è solido e affidabile.

L’interfaccia utente è costituita da un Display touch da 10” multilingue dotato di porta RS485. Il Display visualizza tutte le informazioni relative ai parametri (tensione, corrente, potenza attiva ecc.) e a ciascuna modalità operativa (acceso/spento, raggiunto limite di regolazione, aumento/diminuzione della regolazione ecc.) e gli eventuali allarmi (minima e massima tensione, massima corrente, sovratemperatura ecc.).

Per gestire la parte di rifasamento è installato un pannello con il regolatore di potenza reattiva RPC8BGA, progettato per garantire il fattore di potenza desiderato minimizzando al contempo la sollecitazione delle batterie dei condensatori; precisi ed affidabili nelle funzioni di misura e regolazione, sono semplici e intuitivi nell’installazione e nella consultazione.

Diamo alcuni numeri:

  • Potenza: 3200kVA
  • Tensione in ingresso: 415V ±20%
  • Tensione in uscita: 415V ±0,5%
  • Corrente nominale: 4452A
  • Corrente max in ingresso: 5565A
  • Misure: 7400x2000x2400mm
  • Peso: 14.000kg
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MULTImatic FD25: fatti su misura!

Completata la costruzione di 2 quadri di rifasamento detuned MULTImatic FD25 speciali, destinati ad un grande impianto automotive del Sud Europa, in cui vengono realizzate attività di ricerca e sviluppo per pneumatici speciali.

I quadri, ciascuno con potenza 750kvar/400V, sono stati realizzati su misura, allo scopo di riprodurre fedelmente le due unità che vanno a sostituire installate in precedenza.

Grazie agli indistruttibili condensatori in carta bimetallizzata ed alle robuste induttanze di detuning a bordo dei MULTImatic FD25 (Fd=180Hz), le correnti armoniche dell’impianto non saranno un problema!

Negli impianti industriali infatti le correnti sono spesso affette da distorsione, e questo può creare due tipologie di problematiche:

  • sollecitazione dei condensatori a bordo, che tendono a surriscaldarsi a causa delle correnti armoniche che li percorrono, a causa della loro impedenza progressivamente più bassa al crescere dell’ordine di armonicità delle correnti
  • risonanza con il trasformatore di potenza MT/bt che alimenta l’impianto. La risonanza è tanto più probabile quanto più è elevato il rapporto tra la potenza reattiva ( kvar) del rifasatore e la potenza apparente (kVA) del trasformatore

Per ovviare a queste problematiche si utilizzano rifasatori detuned, con a bordo reattanze di disaccoppiamento, che devono essere anch’esse di ottima qualità, come i condensatori. Nei quadri ICAR le reattanze sono progettate e prodotte internamente in ORTEA, a garanzia di qualità ed affidabilità del prodotto finito. Il dimensionamento della reattanza è calcolato per ottenere una frequenza di detuning di 180Hz.

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Grandi stabilizzatori? Grandi operazioni di carico!

Quando si ha a che fare con stabilizzatori “big”, come questi due Sirius da 3200kVA, anche le misure e i pesi sono “big”: ogni cassa misura 6500x2160x2770mm e pesa 14.600kg e, di conseguenza, anche le operazioni di carico dei container richiedono l’utilizzo di gru extra-large.

Visto che parliamo di numeri, ecco quelli relativi a questi due Sirius da 3200kVA con regolazione ±20%:

• Potenza: 3200kVA \ • Tensione in ingresso: 400V ±20% \ • Tensione in uscita: 400V ±0,5% \ • Corrente nominale: 4619A \ • Corrente max in ingresso: 5774A \ • Misure: 6200x2000x2400mm \ • Peso: 12.600kg

Gli stabilizzatori di tensione modello Sirius, top di gamma, sono disponibili a partire da 60kVA fino a 6000kVA e con regolazione ±10%, ±15%, ±20%, ±25%, ±30%, +15/-35% e +15/-45%.

Il controllo e la stabilizzazione, eseguiti sul vero valore efficace delle tre tensioni di fase (true RMS), sono basati su microprocessore a due vie DSP sotto la supervisione di un microprocessore “bodyguard”, tutti con software sviluppato specificatamente per Ortea.

Il regolatore di tensione è di tipo colonnare con Sistema Ortea a rulli (senza contatti striscianti soggetti a usura elevata) ed è solido e affidabile.

L’interfaccia utente è costituita da un Display touch da 10” multilingue dotato di porta RS485. Il Display visualizza tutte le informazioni relative ai parametri (tensione, corrente, potenza attiva ecc.) e a ciascuna modalità operativa (acceso/spento, raggiunto limite di regolazione, aumento/diminuzione della regolazione ecc.) e gli eventuali allarmi (minima e massima tensione, massima corrente, sovratemperatura ecc.).

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Utenze distorcenti: la soluzione!

Fornitura di 11 rifasatori automatici detuned ICAR MULTImatic FH20 da 420kvar a 400V, e 9 rifasatori fissi MICROfix FH20 da 50kvar a 400V per un totale di 5070kvar.

A servizio di una grande struttura logistica (oltre 150.000mq, con 130 baie di carico) specializzata in oggetti del comparto "luxury", situata alle porte di Milano, una città che di lusso se ne intende…

Impiantistica di grande potenza (circa 12MW installati), con molta attenzione all'aspetto della sicurezza, vista la particolarità delle merci "trattate".

I carichi sono soprattutto illuminazione di nuova generazione, condizionamento inverterato, apparecchiature elettroniche: tutte utenze sostanzialmente distorcenti che rendono necessario l’utilizzo di robusti rifasatori con induttanze di blocco, quali i MULTImatic FH20 che si caratterizzano per una frequenza di detuning di 180Hz, grazie al generoso dimensionamento delle induttanze di blocco delle armoniche di corrente.

Per impianti di questa tipologia il power quality è fondamentale per garantire una continuità di servizio assoluta. E non è facilissimo da ottenere: l’enorme lunghezza totale dei cavi e la conseguenza delle cadute di tensione, la sensibilità di molte utenze, la distorsione della corrente… problematiche che vanno tenute sotto controllo. Il rifasamento detuned evita il rischio di risonanze, che potrebbero causare amplificazione delle #armoniche con peggioramento della qualità della tensione.

Fornitura e foto by Franco Minetti/Novartecnica: ottimo lavoro!

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MULTImatic FH20: quando il gioco si fa duro!

La fornitura è di 6 rifasatori MULTImatic FH20 da 460kvar a 400V, per un totale di 2760kvar.

L’impianto è un grosso immobile ad utilizzo piattaforma logistica avanzata, una delle più grosse del nordest Italia (quasi 200.000mq coperti di cui 140.000mq per stoccaggio robotizzato, 65 baie di carico).

La potenza installata è di tutto rispetto: 8MW, un valore che fa pensare più ad un’industria che ad un sito logistico!

I carichi sono soprattutto illuminazione di nuova generazione, condizionamento inverterato, apparecchiature elettroniche, sistemi robotizzati di movimentazione: tutte utenze sostanzialmente distorcenti che rendono necessario l’utilizzo di robusti rifasatori con induttanze di blocco, quali i MULTImatic FH20 che si caratterizzano per una frequenza di detuning di 180Hz, grazie al generoso dimensionamento delle induttanze di blocco delle armoniche di corrente.

Per impianti di questa tipologia il power quality è fondamentale per garantire una continuità di servizio assoluta. E non è facilissimo da ottenere: l’enorme lunghezza totale dei cavi e la conseguenza delle cadute di tensione, la sensibilità di molte utenze, la distorsione della corrente… problematiche che vanno tenute sotto controllo. Il rifasamento detuned evita il rischio di risonanze, che potrebbero causare amplificazione delle #armoniche con peggioramento della qualità della tensione.

E tutto con attenzione all’efficienza energetica: l’impianto è certificato “BREEAM Very Good”… anche grazie al rifasamento ICAR installato.

Fornitura e foto by Franco Minetti/Novartecnica: ottimo lavoro!

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Enersolve: credito di imposta 40% per gli investimenti 2020

La Legge di Bilancio 2020 sostituisce l’iperammortamento con un credito d’imposta per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi. L’obiettivo del Governo con la Legge di Bilancio 2020, è quello di incentivare il processo di ammodernamento tecnologico nell’ottica di Impresa 4.0.

È stata difatti ridefinita la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Impresa 4.0, al fine di sostenere più efficacemente il processo di transizione digitale delle imprese, la spesa privata in ricerca e sviluppo ed in innovazione tecnologica, anche nell'ambito dell'economia circolare e della sostenibilità ambientale (art. 1 - comma 184).

Il credito d’imposta non è modulato in modo univoco poiché esso viene riconosciuto in misura differente a seconda della tipologia di beni oggetto dell’investimento operato dalle imprese beneficiarie.

Beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (Allegato A annesso alla Legge 11.12.2016, n. 232 art. 1 - comma 189):

• Credito di imposta 40% del costo per investimenti fino a 2,5 milioni

• Credito di imposta 20% del costo per investimenti tra 2,5 milioni e 10 milioni

Al fine di usufruire del credito di imposta devono essere rispettate due condizioni:

• ordine entro il 31 dicembre 2020;

• pagamento del 20% del costo di acquisizione, sempre entro il 31 dicembre 2020.

Tutte le macchine EnersoIve rispondono ai requisiti Industria 4.0 per la richiesta del credito di imposta, sotto la categoria “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni”. Tali requisiti sono certificati da Assolombarda, tramite ICIM, organismo acceditato.

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Tutti dicono di saperli fare… Ortea li produce veramente!

Grandi correnti (massima corrente all’ingresso 5774A) comportano la realizzazione di componenti extra-large, e quindi grandi barre, grandi trasformatori, grandi regolatori… in definitiva: grandi stabilizzatori di tensione.

Questa coppia di stabilizzatori di tensione modello Sirius da 3200kVA con regolazione ±20% è destinati a stabilizzare la tensione per un grande banca nigeriana.

Diamo alcuni numeri:

  • Potenza: 3200kVA
  • Tensione in ingresso: 400V ±20%
  • Tensione in uscita: 400V ±0,5%
  • Corrente nominale: 4619A
  • Corrente max in ingresso: 5774A
  • Misure: 6200x2000x2400mm
  • Peso: 12.600kg

Gli stabilizzatori di tensione modello Sirius, top di gamma, sono disponibili a partire da 60kVA fino a 6000kVA e con regolazione ±10%, ±15%, ±20%, ±25%, ±30%, +15/-35% e +15/-45%.

Il controllo e la stabilizzazione, eseguiti sul vero valore efficace delle tre tensioni di fase (true RMS), sono basati su microprocessore a due vie DSP sotto la supervisione di un microprocessore “bodyguard”, tutti con software sviluppato specificatamente per Ortea.

Il regolatore di tensione è di tipo colonnare con Sistema Ortea a rulli (senza contatti striscianti soggetti a usura elevata) ed è solido e affidabile.

L’interfaccia utente è costituita da un Display touch da 10” multilingue dotato di porta RS485. Il Display visualizza tutte le informazioni relative ai parametri (tensione, corrente, potenza attiva ecc.) e a ciascuna modalità operativa (acceso/spento, raggiunto limite di regolazione, aumento/diminuzione della regolazione ecc.) e gli eventuali allarmi (minima e massima tensione, massima corrente, sovratemperatura ecc.).

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Ortea SpA e Covid-19: informazioni

In riferimento all’emergenza sanitaria mondiale Covid-19, ORTEA SpA si è subito attivata al fine di presidiare e adeguare le misure di prevenzione e protezione in linea con le indicazioni provenienti dalle autorità sanitarie nazionali volte a preservare e tutelare la salute dei propri collaboratori, evitare la diffusione del virus tra la popolazione e garantire la continuità della produzione di beni e servizi a beneficio della propria clientela.

Attualmente, pur non esenti da difficoltà oggettive di approvvigionamento di componenti, non sono presenti segnali che possano incidere negativamente in una serena continuità delle attività produttive e, inoltre, confidiamo di realizzare nel miglior modo possibile la tutela della salute delle persone che entrano in contatto con ORTEA SpA (collaboratori interni o esterni, Clienti, Fornitori e partners).

Ortea SpA ha sempre cercato di offrire ai propri clienti e partner un servizio efficiente e a stabilire una rete di relazioni consolidate anche dal punto di vista umano.

Nell’immediato futuro non sarà possibile viaggiare, ma l’emergenza ci sta insegnando a lavorare in modo diverso, sfruttando le tecnologie digitali. A tal fine Ortea SpA sta acquisendo tutto il know-how necessario per continuare tali relazioni, anche se a distanza, con una serie di iniziative di formazione e aggiornamento tecnico e commerciale.

Dandoci appuntamento per un nuovo abbraccio appena sarà possibile, cogliamo l’occasione per rendere omaggio alla resilienza dei nostri partner e fornitori in questi mesi difficili e li ringraziamo anticipatamente per il loro supporto che ci permetterà di continuare a progettare, realizzare e commercializzare soluzioni innovative.

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Comunicato stampa ORTEA SpA: nominato un nuovo amministratore delegato

Ortea Spa, fornitore globale di innovativi sistemi elettrici e soluzioni di power quality, è lieta di annunciare la nomina di Massimiliano Scarpellini come nuovo Amministratore Delegato.

Ortea Spa, con il suo portafoglio di brand, Ortea, Icar, Enersolve e Italfarad, serve clienti in oltre 90 paesi nei sei continenti del globo attraverso un’ampia offerta in diversi segmenti quali rifasamento, stabilizzatori di tensione, compensatori di buchi di tensione, trasformatori, filtri attivi e dispositivi di efficienza energetica.

Massimiliano Scarpellini ha esperienze in ruoli dirigenziali di realtà industriali in diversi settori, con particolare attenzione alla tecnologia, all’innovazione e alle operazioni multinazionali. Di recente ha ricoperto il ruolo di “Vice President Operations”, “Vice President Business development” e “Chief Operating Officer” presso aziende leader nella produzione di componenti elettronici.

"I brand e le attività di Ortea hanno un'enorme credibilità sul mercato, una flessibilità unica, un’offerta innovativa e competenze operative consolidate ", ha affermato Scarpellini. "Sono entusiasta di unirmi al team Ortea e non vedo l'ora di lavorare con i nostri dipendenti, clienti e partner in tutto il mondo per sviluppare i nostri punti di forza e portare l'azienda a livelli di successo ancora maggiori".

Ortea offre un approccio innovativo al settore del Power Quality, fornendo prodotti “premium” e soluzioni innovative a livello globale. Ortea crede nella crescita attraverso la collaborazione con i clienti, lo sviluppo di prodotti innovativi e la fornitura di soluzioni eccellenti nell’ambito del Power Quality a livello globale.

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NUOVE REGOLE PER IL CONSUMO DI ENERGIA REATTIVA DEI CLIENTI ALLACCIATI IN AT E AAT

La delibera è stata emessa dall’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in data 27 dicembre 2019 per definire “la regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica per il semiperiodo di regolazione 2020-2023”.

In particolare, la delibera 568/2019 contiene indicazioni per la regolazione dei prelievi e delle immissioni di energia reattiva da parte dei clienti finali e delle imprese distributrici, con importanti novità per l’alta tensione (AT, ovvero tra 35kV e 150kV), e l’altissima tensione (AAT, ovvero oltre 150kV).

Qui di seguito i principali contenuti per quanto riguarda i clienti finali.

Il dettaglio è contenuto nell’allegato A alla delibera ovvero il “testo integrato delle disposizioni per l’erogazione dei servizi di trasmisssione e distribuzione dell’energia elettrica per il semiperiodo 2020-2023”, indicato anche come “TIT 2020-2023”.

Clienti finali allacciati in bt (con potenza contrattuale >16,5kW) e clienti finali allacciati in MT

Per l’anno 2020 sono confermate le disposizioni generali già in vigore per i prelievi di energia reattiva, qui di seguito riassunte.

  • il livello minimo del fattore di potenza istantaneo in corrispondenza del massimo carico per prelievi nelle fasce F1 e F2 è pari a 0,9
  • il livello minimo del fattore di potenza medio mensile è 0,7
  • non è consentita l’immissione in rete di energia reattiva

Nei casi in cui non siano rispettate tali disposizioni, il gestore di rete può chiedere l’adeguamento degli impianti, pena il distacco da rete.

I corrispettivi economici sono sostanzialmente immutati rispetto a quelli in vigore nel 2019, e sono riportati nella tabella 4 del TIT, qui di seguito riportata. I corrispettivi economici sono aggiornati annualmente.

Clienti finali allacciati in AT e AAT

Si applicano i corrispettivi economici della tabella 5 del TIT, qui di seguito riportata.

Come si evince dalla tabella, i corrispettivi economici per gli anni 2020 e 2021 sono immutati, tuttavia è da sottolineare che:

  • Per il 2020, i corrispettivi del primo scaglione verranno applicati quando il cos phi medio mensile è inferiore a 0,9 (ovvero quando l’energia reattiva prelevata è superiore al 50% dell’energia attiva), in continuità con le regole vigenti nel 2019.
  • Per il 2021, i corrispettivi del primo scaglione verranno applicati quando il cos phi medio mensile è inferiore a 0,95 (ovvero quando l’energia reattiva prelevata è superiore al 33% dell’energia attiva).

I corrispettivi economici verranno ricalcolati ogni due anni.

Disposizioni transitorie

ARERA, con apposita delibera successiva, regolamenterà l’immissione in rete di energia reattiva (sia in termini di limiti che in termini di corrispettivi economici) con applicazione a partire dal 1 gennaio 2022.

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Le 3 cause principali di un basso Power Quality

L’industria è sempre più attenta al Power Quality: da una parte il consumatore di energia elettrica richiede una potenza elettrica con una certa qualità; dall’altra i carichi possono avere un impatto negativo sul sistema elettrico e quindi sono soggetti anch’essi ad una valutazione in termini di qualità. Il Power Quality è quindi intrinsecamente legato all’interazione tra il sistema elettrico e i carichi e deve tenere conto sia della qualità della tensione che della qualità della corrente.

Possibili conseguenze di un basso Power Quality e che incidono sui costi aziendali sono:

  • guasti di alimentazione (interruttori di sgancio, fusibili che si bruciano).
  • Guasti o malfunzionamenti delle macchine.
  • Surriscaldamento delle macchine (trasformatori, motori, ecc) che porta alla loro riduzione vita utile.
  • Danni alle apparecchiature sensibili (PC, sistemi di controllo della linea di produzione, ecc).
  • Interferenze di comunicazione elettronica.
  • Aumento di perdite del sistema.
  • Necessità di sovradimensionare gli impianti per far fronte allo stress elettrico supplementare con conseguente aumento dei costi di installazione e di esercizio.
  • Sfarfallio della luminosità

L’interruzione di produzione comporta costi elevati dovuti alla mancata produzione e agli scarti che ne derivano. Per il settore dell’Industria la stima dei costi dovuti ad uno scadente Power Quality rappresenta il 4% del fatturato (fonte Studio Leonardo Energy), i valori più elevati si verificano in aziende con produzione continua.

Tra le cause principali della scarsa qualità dell’alimentazione in bassa tensione ci sono:

  • Eccessiva potenza reattiva, perchè carica il sistema di alimentazione inutile.
  • Inquinamento armonico, in quanto causa ulteriore stress sulle reti e gli impianti funzionano in modo meno efficiente.
  • Variazioni di tensione, in particolare buchi di tensione, perché le apparecchiature lavorano in modo meno efficiente.

Le soluzioni sono diverse per ogni causa. L’eccessiva potenza reattiva è regolata da un sistema di rifasamento che oltre ad evitare le penali per eccessiva energia reattiva, riduce le correnti «inutili» che fluiscono nelle linee e nei componenti di potenza con sostanziali benefici, come la riduzione delle cadute di tensione lungo le linee e delle perdite per effetto joule.

L’inquinamento armonico, dovuto alla presenza di molte utenze non lineari (inverter, soft starter, raddrizzatori, elettronica di potenza, illuminazione non a filamento, presse, ecc) che provocano la deformazione della corrente con conseguenti disturbi e problemi all’impianto è risolto dai filtri attivi che sono in grado di eliminare le armoniche di corrente dell’impianto misurandole e iniettando le stesse correnti ma in opposizione di fase.

I buchi di tensione sono il principale problema di power quality. Ridotta produttività, perdita di dati, perdita di sicurezza, guasti macchina sono solo alcuni esempi di problemi causati da un’alimentazione instabile, risolti con un compensatore di buchi di tensione.

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Armoniche: filtro attivo o passivo?

Negli impianti elettrici industriali e del terziario sono presenti molte utenze non lineari (inverter, saldatrici, elettronica di potenza, illuminazione non a filamento, presse, forni, etc) che per loro natura provocano la deformazione della corrente con conseguenti disturbi e problemi all’impianto ovvero:

• Invecchiamento anticipato dei componenti, per sollecitazione termica e/o meccanica

• Sganci intempestivi

• Rottura di schede elettroniche

• Malfunzionamenti di apparecchiature sensibili (ad esempio computer, macchine a controllo numerico)

• Problemi di affidabilità di UPS

• Danneggiamento di rifasatori e parti capacitive, etc.

Spesso la presenza di elevati contenuti armonici della corrente mette in difficoltà il trasformatore MT/bt, e ciò si traduce in fastidiose distorsioni della tensione, che acuiscono le problematiche elencate sopra.

La soluzione per le armoniche sono i filtri, che possono essere attivi o passivi, con differenze sostanziali tra le due tipologie:

FILTRO ATTIVO

Può compensare più armoniche contemporaneamente (fino alla 50esima)

Non va in saturazione/sovraccarico

Non è influenzato dalla rete circostante (capacità, induttanze)

Non ha natura capacitiva

E’ molto flessibile: può “mirare” solo alcune armoniche in maniera selettiva

Può rifasare, anche carichi extrarapidi

Può compensare lo squilibrio del carico

Può accogliere altri filtri in parallelo, se il fabbisogno di filtraggio aumenta

Si adatta al carico parziale

FILTRO PASSIVO

Può compensare solo l’armonica su cui è accordato

E’ difficile fare sistemi passivi per compensare più armoniche

Può andare in saturazione/sovraccarico

E’ influenzato dalla rete circostante (capacità, induttanze)

Ha natura capacitiva, influenza il cos phi

E’ difficile da far evolvere, se il carico armonico dell’impianto aumenta/diminuisce

E’ ON/OFF, o al massimo a step

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Buchi di tensione: cosa sono e quali possono essere le soluzioni

L’industria moderna sta diventando sempre più automatizzata e la sensibilità dei processi industriali al Power Quality è in continuo aumento. Le problematiche di Power Quality possono provocare problemi e danneggiamenti alle apparecchiature, fino a interrompere il ciclo produttivo nei casi più gravi. Nel punto di connessione alla rete, l’energia prelevata, pur nell’ambito delle prescrizioni normative, può non essere ottimale all’utilizzo.

Se la qualità dell’elettricità fornita agli impianti scende al di sotto di un certo livello, le apparecchiature non funzionano più correttamente ed è probabile che si verifichino problemi. L’incidenza totale dei costi imputabili a cattivo Power Quality è fino al 4% del fatturato annuo dell’azienda, con più del 60% di tali costi causati da buchi di tensione (fonte: Leonardo Energy).

L’impatto sul processo produttivo dei buchi di tensione è solitamente inferiore a quello di un’interruzione di tensione, sia breve che lunga, ma i buchi di tensione sono molto più frequenti.

Cosa sono i buchi di tensione?

Riduzione temporanea della tensione nominale al di sotto di una soglia specifica in un punto della linea di alimentazione elettrica.Il buco di tensione inizia quando la tensione si abbassa sotto il 90% della tensione nominale e finisce quando torna sopra tale valore. Il buco di tensione è caratterizzato da:

  • Profondità: è la differenza tra il valore nominale della tensione ed il valore minimo che si ha durante il buco.
  • Tensione residua: è la tensione presente durante il buco. Se la tensione residua scende sotto il 5% si parla di interruzione.
  • Durata: è l’intervallo di tempo durante il quale la profondità è superiore al 10%. La durata di un buco di tensione è compresa tra 10 ms fino a 1 min.

I buchi di tensione sono generalmente originati da guasti nella rete pubblica o negli impianti degli utenti della rete, in qualche caso dai sovraccarichi transitori dovuti allo spunto di grossi motori o inserzione di grossi carichi. Si tratta di eventi imprevedibili e casuali.

Perché sono importanti i buchi di tensione

Più l’apparecchiatura è moderna e più elettronica è richiesta, più gravi sono i problemi causati dai buchi di tensione. Con il crescente numero di impianti di generazione di energia rinnovabile, aumentano anche i buchi di tensione, le fluttuazioni e le deviazioni di frequenza.

Esempi di costi dovuti ai buchi di tensione sono:

  • Costi per personale improduttivo a causa della fermata improvvisa del ciclo di produzione.

  • Costi per materie prime e produzione persi.

  • Costi per danni e/o malfunzionamenti dei macchinari (riparazioni, noleggio temporaneo di nuovi).

  • Sanzioni contrattuali.

  • Sanzioni per danni all’ambiente.

  • Aumento dei costi generali di assicurazione.

  • Soluzione per i buchi di tensione

In molte aziende l’ottimizzazione del processo produttivo si può ottenere con la stabilizzazione della tensione e la compensazione dei buchi di tensione.

In questi casi, soprattutto se le potenze in gioco sono importanti, le apparecchiature con back up energetico -tipicamente si usano UPS- sono inutilmente costose e ingombranti, a causa della dotazione di batterie (costi di manutenzione) e dei rendimenti non elevatissimi (costo dell’energia dissipata).

In questi casi la soluzione giusta è il “SAG compensator”.

ORTEA ha sviluppato Oxygen, una soluzione innovativa che protegge dal principale problema di Power Quality: i buchi di tensione sono la principale causa dei malfunzionamenti delle apparecchiature nell’industria automatizzata. Oxygen corregge i buchi di tensione fino a -50% per 1 minuto.

Soluzione economica: nessun costo per manutenzione e funzionamento: non sono necessarie batterie di accumulo. Efficienza >98% alla potenza nominale.

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